Selfie nei musei: la cultura segue il passo delle generazioni!

I luoghi della cultura cambiano così come cambiano le generazioni: selfie nei musei, spazi pop up, videogame e street art sono le nuove parole d’ordine.

I nostri musei non possono rimanere fermi all’arte del Novecento, bisogna essere al passo con le rivoluzioni generazionali e riprogettare la cultura in maniera contestualizzata, pensando al presente e anche alle future generazioni. Per dirla con le parole di Fabio Viola, leader nel gaming culturale, “per calamitarle dobbiamo usare i loro linguaggi”.

Risposte importanti arrivano dal nord Europa: a Bruxelles è stato da poco inaugurato lo Smile Safari mentre a Vienna il No Filter Museum, entrambi spazi pop up.

Si tratta di vere e proprie istallazioni artistiche che anziché invitare gli utenti a spegnere i loro smartphone (come accade ancora in alcuni spazi museali classici), incitano loro a utilizzarli più che mai innalzandoli a strumenti indispensabili e facendo diventare lo stesso visitatore un co-creatore del museo. L’obiettivo è quello di fare tenti selfie nei musei quanti sono gli sfondi scenografici che meritano l’attenzione.

Sono questi i musei del futuro?

Sicuramente sono passi importanti per il sistema museale internazionale che ha come obiettivo quello di riavvicinare i giovani alla cultura. Lo Zkm di Karlsruhe è un museo tedesco che conta in media 250.000 visitatori all’anno, tutti under 35. Qui si possono trovare una moltitudine di istallazioni colorate, interattive, a tratti psichedeliche, che risultano, per l’appunto, “instagrammabili”, o comunque, degne di un selfie.

La street art unita alle nuove tecnologie rappresenta un’altra nuova frontiera: dal Fluctuart di Parigi, l’urban museum a bordo di un bateau sulla Senna, al progetto italiano del Maua, il Museo di arte urbana aumentata.

Si tratta di un esperimento originato a Palermo, che è sbarcato anche a Milano e Torino. L’obiettivo è quello di valorizzare tutti quei murales in giro per le città che spesso vengono sottovalutati. Attraverso un’app gratuita, l’utente può inquadrare l’opera di street art e vedrà questa prendere vita all’interno del suo smartphone. Magia? No, è solo il futuro.

(Credits immagine: radiobruno.it/a-bruxelles-un-museo-destinato-ad-instagram)