E tu sai cos’è il fenomeno del “tecnostress”?

La tecnologia rende tutto più smart e immediato, ma ha anche i suoi lati negativi: stress, ansia e distrazione, ci credi? Ecco spiegato il fenomeno del “tecnostress”.

Ebbene sì, smartphone e social monopolizzano la nostra attenzione e ci rubano del tempo prezioso. Rispondere alle mail, controllare le notifiche, restare sempre al passo con le chat ci rende frustrati e distratti.  E’ per questo motivo che il termine “tecnostress” ormai si sente sempre più spesso: l’uso scorretto o eccessivo delle cosiddette “tecnologie dell’informazione” e dei nostri numerosi device di cui ci circondiamo è dannoso per la nostra salute fisica e psicologica.

Quella che è un’evoluzione tecnologica decisamente inarrestabile, per alcuni versi, sta favorendo una psicologia comportamentale che ci spinge a costruire un’immagine social di noi stessi che sia la migliore possibile e che non sempre (quasi mai) corrisponde a quella reale.

Ma non solo, ci fa entrare in una dinamica di costante ricerca di gratificazione e apprezzamento: la prova evidente è data dal like che possiamo ricevere sui social e che riesce ad attivare aree cerebrali che ci rendono in generale più sereni e appagati.

Ciò che non sappiamo è che, sotto l’apparenza, si cela la nostra incapacità di gestire queste dinamiche psicologiche e il rischio di cominciare a sperimentare su noi stessi alcuni sintomi da tecnostress come, ad esempio, mal di testa, calo di concentrazione, calo della vista, oppure, in casi più gravi, addirittura attacchi di panico, ipertensione e depressione.

E’ per questo che diventa sempre più importante imparare a usare smartphone e social in maniera corretta, e non solo attraverso la nostra forza di volontà.

C’è bisogno di una vera e propria educazione digitale che parta dalle scuole e continui anche nel mondo del lavoro e delle aziende. Sarà sempre più necessario puntare su una maggiore consapevolezza del delicato equilibrio tra noi stessi e le tecnologie di cui ci circondiamo.

Personalmente invece, ognuno di noi, potrebbe avere alcuni semplici accorgimenti come l’impostazione della modalità notturna sul proprio smarphone, di una messagistica istantanea “silenziosa”, oppure l’utilizzo di programmi Anti-Social e Freedom che bloccano l’accesso a determinate app in alcune ore della giornata.

Le aziende invece potrebbero misurare lo stress dei dipendenti e cercare di applicare soluzioni alla portata di tutti come l’incentivazione di lezioni di meditazione, di attività fisica, di pause rigeneranti, di aree in ufficio totalmente dedicate al relax in tutti i dipendenti possano distendere i nervi e rallentare i pensieri.